Affitti brevi, nuove regole UE sui dati: cosa cambia per host e piattaforme

Affitti brevi e nuove regole UE sui dati con riferimento al CIN per host e piattaforme

Affitti brevi, nuove regole UE sui dati: cosa cambia per host e piattaforme

Dal 20 maggio 2026 il Regolamento UE 2024/1028 è pienamente applicabile: diventano operative le nuove regole europee sulla raccolta e condivisione dei dati relativi agli alloggi pubblicati sulle piattaforme online.

Il Regolamento è già in vigore dal 2024, ma la sua applicazione è stata rinviata di 24 mesi per consentire agli Stati membri e alle piattaforme di adeguarsi dal punto di vista tecnico e amministrativo. In questa fase rientrano, tra le altre cose, l’attivazione dei punti di ingresso digitali unici e l’organizzazione dei flussi di trasmissione dei dati.

L’obiettivo è rendere il settore degli affitti brevi più trasparente, con informazioni più affidabili su immobili, annunci e attività di locazione. Per host e property manager il messaggio è diretto: i dati pubblicati sui portali devono essere corretti, aggiornati e coerenti con le registrazioni ufficiali.

CIN e numero di registrazione: cosa devono indicare gli host

Il Regolamento UE introduce un principio semplice: gli alloggi soggetti a registrazione devono essere identificabili anche sulle piattaforme online.

Nel testo europeo si parla di numero di registrazione dell’alloggio. È il codice che permette di collegare un annuncio pubblicato online a un immobile registrato presso le autorità competenti.

In Italia, questo riferimento coincide con il CIN, il Codice Identificativo Nazionale, gestito attraverso la Banca Dati nazionale delle Strutture Ricettive.

Per gli host italiani, quindi, il punto operativo è chiaro: il CIN deve essere richiesto, ottenuto e indicato correttamente negli annunci pubblicati sulle OTA e sulle altre piattaforme online.

Il Regolamento UE non sostituisce il CIN e non introduce un codice alternativo per l’Italia. Inserisce invece il CIN in un sistema europeo più ampio, pensato per permettere a piattaforme e autorità di raccogliere, verificare e scambiare dati sugli affitti brevi in modo più ordinato.

Piattaforme più responsabili sui dati

Con le nuove regole UE, piattaforme come Airbnb, Booking e gli altri portali di affitti brevi assumono un ruolo più strutturato nella raccolta e trasmissione dei dati.

Le piattaforme devono raccogliere il numero di registrazione dell’alloggio, consentire l’identificazione dell’unità e trasmettere alle autorità competenti i dati relativi agli alloggi e alle attività di locazione, secondo le modalità previste dal Regolamento UE.

Tra le informazioni interessate rientrano, in particolare:

  • il numero di registrazione dell’alloggio;
  • i dati identificativi dell’unità;
  • le informazioni relative all’host;
  • i dati sull’attività di locazione;
  • il numero di notti prenotate;
  • il numero di ospiti.

Per rendere più ordinato il flusso dei dati, le informazioni vengono trasmesse attraverso punti di ingresso digitali unici, messi a disposizione dagli Stati membri secondo quanto previsto dal Regolamento.

Cosa cambia per gli host

Per gli host e i locatori che sono già in regola con gli obblighi previsti in Italia, non cambia nulla.

Il Regolamento UE non introduce un nuovo adempimento mensile a carico dei singoli host: la trasmissione periodica dei dati alle autorità riguarda le piattaforme online, che dovranno organizzare i flussi informativi attraverso i punti di ingresso digitali unici previsti dal Regolamento.

Per gli host italiani il riferimento resta il CIN, il Codice Identificativo Nazionale. Il CIN deve essere richiesto (leggi qui come richiedere il CIN), ottenuto e indicato correttamente negli annunci, insieme alle informazioni coerenti sull’immobile.

In concreto, host e property manager devono verificare che:

  • il CIN sia presente e corretto;
  • l’indirizzo dell’immobile sia completo;
  • i dati dell’alloggio siano aggiornati;
  • le informazioni pubblicate sui portali siano coerenti con le registrazioni ufficiali.

Il nuovo sistema serve a rendere più ordinato l’incrocio tra annunci online, registrazioni ufficiali e dati trasmessi dalle piattaforme. Quando i flussi saranno pienamente operativi, eventuali incoerenze potranno emergere con maggiore facilità.

Gli obblighi italiani restano

Il Regolamento UE 2024/1028 non sostituisce gli adempimenti già previsti in Italia.

Restano quindi validi gli obblighi relativi al CIN, alle comunicazioni alla Questura tramite Alloggiati Web, alle comunicazioni ISTAT, all’imposta di soggiorno e agli eventuali adempimenti regionali o comunali.

La novità europea riguarda soprattutto il modo in cui le piattaforme raccolgono e trasmettono i dati. Gli host devono però continuare a gestire correttamente tutti gli adempimenti collegati al soggiorno.

Più dati, più ordine

Con le nuove regole UE, il settore degli affitti brevi entra in una fase di maggiore tracciabilità.

Per chi gestisce uno o più alloggi, questo significa lavorare con informazioni ordinate: codici identificativi corretti, dati dell’alloggio aggiornati e annunci coerenti con le registrazioni ufficiali.

Il Regolamento UE non cambia la natura degli adempimenti italiani, ma rafforza il collegamento tra ciò che viene pubblicato online e ciò che risulta nei sistemi ufficiali.

Per host, property manager e strutture ricettive, la direzione è chiara: meno gestione improvvisata, più controllo sui dati e maggiore attenzione alla correttezza delle informazioni pubblicate.

Fonti ufficiali

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